La cucina
La storia che avete appena letto non può che materializzarsi con una cucina tradizionale emiliana, legata al territorio:
tradizione, stagionali tà e specialità
In un'era dove è tutto più veloce e i confini vengono superati con facilità impressionante, crediamo che famiglie come la nostra abbiano il dovere di difendere quello che hanno ricevuto.
Siamo convinti che piatti tipici della cucina tradizionale emiliana come la frittatina di primavera,il prosciutto scottato nell'aceto di casa (e condito con un ottimo olio!), lo sformatino di verdura di Artusiana memoria, i tortellini in brodo di gallina e manzo con pasta fatta a mano, le tagliatelle di mattarello con il classico ragù di carne, i tortelloni di zucca alla ferrarese, la pasta al torchio di casa con i fegatini, la faraona al cartoccio, il pollo alla cacciatora, un grandioso fritto vegetale, un girello di manzo brasato, una succulenta cotoletta alla bolognese con purè di patate, la torta di tagliatelle, i favetti, la zuppa inglese, il fiordilatte dell'Artusi, un gelato di crema fatto alla vecchia maniera,...siano piatti che nulla hanno da invidiare ad una cucina certo più moderna ma che non ci appartiene.
La storia del Ristorante Trattoria LA ROSA
Tutto ha inizio nel 1908 quando i miei bisnonni Giannetto e Carolina Franciosi avviano la loro attività: una locanda come tante, con posta per i cavalli e fiumi di vino, partite a carte e qualche spuntino (c'era anche chi si portava da casa il cibo e all'osteria si sedeva solo per bere!).
Passano gli anni (ricchi di...miseria e di 2 guerre) fino a quando, nell'immediato dopoguerra, iniziano a Sant'Agostino i lavori su un antico progetto Napoleonico, il Cavo Napoleonico, appunto: un canale artificiale che collega il Reno con il Po.
Si assiste in quegli anni ad una vera e propria invasione di tecnici, camionisti, scarriolanti e quant'altro, impegnati nell'esecuzione dell'imponente opera.
È allora che si comincia a delineare la futura attività di famiglia: con il passare del tempo, ai classici piatti (tagliatelle al ragù, tortellini in brodo, pollo alla cacciatora, friggione, per altro proposti ancora oggi) si cerca di offrire una ospitalità più completa e ricca: con l'apertura della nuova strada statale infatti, città come Ferrara, Modena e Bologna sono più vicine, la gente si muove di più e c'è anche chi viene...a cena! In quegli anni non c'è orario, non ci sono giorni di chiusura, ferie: un vero lavoro pionieristico!!!